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UPAS ha iniziato la sua opera di solidarietà in Bosnia Erzegovina, porzione del territorio dell'ex Jugoslavia e il cui dramma era divenuto subito motivo di apprensione e dolore anche per i cittadini italiani. Nel 1994 lì si concentrano tutti gli sforzi che i volontari di UPAS e decine di altre persone attivano in soccorso di quella popolazione. Lì avvengono i primi incontri con le comunità locali, le autorità ed i religiosi che indicheranno, volta per volta all'associazione, quale realtà aiutare.
Terminata l'emergenza in Bosnia, l'attenzione è rivolta al Kossovo. Intanto a Sasso Marconi e a Bologna, come nel resto d'Italia, si è diffusa la notizia dell'impegno di Upas e arrivano altri appelli di aiuto da altri Paesi. In poco tempo vengono avviati progetti in Libano, Rwanda, Uganda e Brasile. Grazie a Baby nel Cuore di Bologna, Associazione impegnata nella promozione del sostegno a distanza attraverso i mezzi di comunicazione, nel 2000 UPAS opera in 6 Paesi con 11 programmi di Sostegno a distanza. Oggi alcuni di questi programmi sono terminati, ma il fronte della solidarietà rimane sostanzialmente invariato. Grazie agli oltre 1.000 sostenitori che già stanno sostenendo a distanza un bambino e a quanti vorranno aderire, UPAS è presente e garantisce il suo aiuto ai bambini del Brasile, dell'Ecuador, dell'Uganda, del Sud Sudan, della Bulgaria.
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